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LAVORO

Dimissioni

LIFE – WORK

Dall’avvento del lockdown si parla spesso delle grandi dimissioni, le quali sembravano inizialmente un fenomeno che interessava esclusivamente gli stati oltre oceano come gli Stati Uniti, invece negli ultimi due anni abbiamo potuto notare come questa evoluzione si sia sviluppata in moltissime altre parti del mondo. Tutto questo è stato certamente favorito dal primo periodo in emergenza Covid, ma non è quella la vera causa di questo cambiamento, che inizialmente potrebbe spaventare ma comprendendo le vere motivazioni si arriva ad accettarlo e in alcuni casi addirittura supportarlo.

Prima di parlare del perché così tante persone stanno lasciando la strada battuta per un sentiero sconosciuto, vorrei fare presente che le tanto temute dimissioni sono tutt’oggi ancora un argomento molto delicato, sto parlando in particolare dell’Italia. Quando sentiamo che qualcuno esprime la necessità di lavoro crediamo sempre che ci debba essere una motivazione molto forte, quindi ci aspettiamo che chi si dimette lo stia facendo per soldi, per i colleghi, per la mansione in sé o per divergenze professionali. In effetti se una persona decide di cambiare lavoro ha sempre una motivazione di fondo, alcune volte comprensibile e altre volte totalmente insensata dal punto di vista altrui.

Ma quello che in altre parti del mondo viene visto come una cosa positiva, come il fatto di lasciare il proprio posto di lavoro per fare altre esperienze che ti aiutano a crescere sia professionalmente che caratterialmente, in molte aziende italiane è considerato un tradimento, un’offesa. Il fatto che tu abbia un contratto a tempo indeterminato amplifica ancora di più queste sensazioni e il tanto agognato posto fisso ti fa desistere nel lasciarlo per qualcosa di incerto o per ripartire da zero in un altro ambito lavorativo. Questo infatti è sempre stato il pallino fisso delle generazioni passate, quando il fatto di lavorare tutta la vita all’interno della stessa azienda era visto come un valore aggiunto sia per il dipendente che per il titolare perché l’esperienza era il risultato di anni e anni passati a fare la stessa mansione nello stesso posto.

Da allora, però, il mondo è cambiato e sta cambiando sempre più veloce, tanto da non lasciare il tempo alla società di adattarsi a queste nuove visioni e necessità. Ora l’esperienza è il risultato di tante piccole esperienze fatte in ditte differenti, ed è questo che ti dà la possibilità di toccare con mano diverse realtà ampliando di conseguenza i propri punti di vista; per avere una mente aperta e mantenerla nel tempo è necessario continuare ad essere curiosi, a cercare le novità, stare al passo coi tempi, vedere le cose sempre da diversi lati e questo ti spinge a cambiare posto di lavoro. Quindi siamo bloccati dal fatto che quasi tutte le aziende cercano qualcuno con sempre più esperienza ma allo stesso tempo giudicano negativamente chi decide di andare in cerca di altro. Il che è un controsenso. In Italia se ti dimetti ti fanno sentire in colpa, all’estero l’azienda ti organizza la festa di addio.

Quindi, perché ultimamente ci sono così tante persone che lasciano il proprio lavoro? In una società basata sul consumismo e sulla velocità come è la nostra, trovarsi come nel 2020 chiusi in casa ha costretto tutti a fermarsi e riflettere. Quando sei incastrato nella solita routine e nei soliti problemi di tutti i giorni, la vita scorre di fronte ai tuoi occhi senza che tu te ne accorga. Gli anni passano e si arriva troppo tardi al punto in cui ti guardi indietro e ti accorgi di aver corso per tutta la vita verso nessun traguardo, quel momento però è arrivato per tutti durante il lockdown.

Nessuno poteva uscire di casa, nessuno poteva recarsi in ufficio e per un mese la nostra vita si è svolta tra le mura di casa. Con tutto quel tempo libero all’improvviso a disposizione siamo stati costretti a fermarci e guardarci indietro e moltissime persone, me compresa, in quel momento hanno realizzato che stavano correndo una maratona senza alcuna volontà. E’ stato in quel momento che ci siamo guardati allo specchio ed esaminando la nostra vita sia personale che lavorativa ci siamo accorti che in realtà non era ciò che avremmo voluto. Molti hanno rispolverato degli hobby che avevano dimenticato di avere, distratti dai troppi impegni governati da altre persone, alcuni hanno scoperto nuove passioni e molti altri hanno capito che forse il lavoro che facevano non era abbastanza soddisfacente.

E’ in quel momento che abbiamo preso coraggio promettendoci che non appena la situazione fosse tornata ad una nuova normalità, avremmo preso il volo verso il cambiamento perché ciò che abbiamo fatto fino ad ora in realtà non è ciò che vogliamo continuare a fare per i prossimi anni. Ed è giusto così, non smetterò mai di dirlo, non ha senso rimanere bloccati in un posto o in una situazione solo perché magari è ben vista dalla società oppure perché facciamo un piacere a qualcuno a noi caro. Se stiamo male è giusto cambiare e cercare qualcosa di meglio, rispettando così noi stessi e gli altri.

Photo by Pexels

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