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CASA

Casa: amare, scappare, tornare.

Non c’è nessun posto al mondo che riesca a contenere così tanti momenti completamente diversi uno dall’altro come la nostra casa. Ci nasciamo, cresciamo nel nostro nido accuditi dai nostri genitori, riceviamo le visite dei parenti, organizziamo le feste di compleanno con i nostri compagni delle elementari mettendo a soqquadro tutte le stanze facendo impazzire mamma. Nel frattempo esploriamo anche altre case, che contribuiscono a generare tutti quei bei ricordi che con nostalgia racconteremo ai nostri amici o figli; la casa della nonna è una di queste. Tutto è perfetto, ogni tanto veniamo sgridati, ma fa parte del gioco; sembra che possa durare per sempre, e invece ad un certo punto cambiamo prospettiva su tutto.

Andare a casa della nonna comincia a starci stretto, ci sentiamo costretti e pian piano perdiamo l’entusiasmo che ci ha accompagnato da sempre. L’adolescenza si porta dietro emozioni nuove, ci stiamo espandendo, stiamo crescendo; ma abbiamo come l’impressione che qualcuno ci stia bloccando. Anche se in realtà è solo un’idea che ci siamo costruiti da soli, spesso attribuiamo questa colpa ai nostri genitori e parenti, all’improvviso ci sembra che non riescano a comprendere i nostri bisogni come facevano quando eravamo bambini. Ci bloccano nelle scelte di tutti i giorni, pretendono sempre un sorriso anche quando la nostra vita ormai è un’altalena di emozioni che non riusciamo neanche noi a

comprendere; siamo arrabbiati, poi siamo tristi, poi ancora felici, e tutte queste sensazioni si alternano così tanto velocemente durante le nostre giornate che ci sentiamo frastornati. Confusi da noi stessi, torniamo a casa e litighiamo per cose futili, le nonne ormai sono un pensiero lontano, il bisogno attuale è di scappare di casa.

E quando poi questa tempesta emotiva si placa, ne usciamo individui, siamo cresciuti ed è come se ci fossimo svegliati da un lungo incubo. Ma ciò che è stato fatto non è svanito con il risveglio, è il nostro breve passato. Siamo così grazie a lui, ma in quei momenti ci siamo dimenticati di quanto era bello tornare a casa da scuola da bambini o di quanto era bello giocare nel giardino di nonna. Se siamo fortunati, i nostri nonni saranno ancora lì ad aspettarci e ci daranno la possibilità di recuperare il tempo perduto; al contrario rimarremo solo con l’inevitabile amarezza e il ricordo di ciò che è stato, quando era gioioso.

Crescendo capiamo le scelte degli altri, elaboriamo le nostre idee, i nostri valori personali. Formiamo il nostro stile di vita personale e quando iniziamo la nostra vita in un’altra casa, la nostra prima casa, all’improvviso torniamo. Col tempo e la distanza anche i brutti ricordi diventano belli e finalmente torniamo a provare piacere nel tornare a casa.